Midori non sostituirà Windows; Dopo Windows 7, altre Realeses nel cantiere Microsoft
La morte del sistema operativo Windows fu preannunciata già prima dell’arrivo di Windows Vista. Ma con Windows 7, Microsoft è intenzionata a dimostrare che Windows è ancora in pista, vivo più che mai e pronto a combattere. Il giorno in cui il progetto Midori incrocierà la strada di Windows sembra allontanarsi sempre più, ora che si è saputo che un nuovo prodotto bolle nella pentola Microsoft.
A Redmond si sta già testando Windows 7 e le basi per Windows 8 sono già state piazzate, ma allo stesso tempo Microsoft sta lavorando per “rivoluzionare il metodo con cui le applicazioni vengono realizzate e il modo in cui interagiscono con il sistema operativo”, come rivela un membro del team Windows Application Platform.
Sembrerebbe quindi che il caro e vecchio Windows ci terrà compagnia per ancora una decade almeno.
Probabilmente, con il passare del tempo e il migliorare delle applicazioni, il sistema operativo Windows, verrà plasmato e modificato, diventando molto diverso da com’è ora, ma sarà un cambiamento progressivo, e non avverrà di punto in bianco con il rilascio di un sistema operativo “alieno”.
Per gli affezionati al sistema operativo Windows può sembrare una bella notizia…ma il successo dipenderà in larga parte da come esso evolverà nel prossimo futuro, e non basteranno slogan o pubblicità a fermare i sui rivali.
Miglioramenti concreti e decisi, questo ci vuole.
Microsoft convalida la teoria dei “sei gradi di separazione”
Il colosso dell’informatica analizza 30 miliardi di chat su Msn
New York, 4 agosto. A separarci dal nostro attore di culto o dal Papa o dal presidente degli Stati Uniti sono solo “sei passaggi”. Quella dei “sei gradi di separazione” non è più una semplice teoria enunciata negli anni Sessanta dallo psicologo di Harvard Stanley Milgram: secondo il colosso dell’informatica Microsoft, il mondo è veramente molto più piccolo di quanto si pensi. Analizzando i dati relativi a 30 miliardi di conversazioni elettroniche, fra più di 180 milioni di persone distribuite nei cinque continenti, i ricercatori del progetto “Microsoft Messenger” hanno dedotto che la teoria di Milgram poggia su fondamenta scientifiche e che per raggiungere chiunque bastano davvero sei passaggi.
Per spiegare meglio questa teoria, questo esempio pratico vi dovrebbe chiarire le idee:
Nel 1967 il sociologo americano Stanley Milgram trovò un nuovo sistema per testare la teoria, che egli chiamò “teoria del mondo piccolo”.
Selezionò casualmente un gruppo di americani del Midwest e chiese loro di mandare un pacchetto ad un estraneo che abitava nel Massachusetts, a diverse migliaia di chilometri di distanza.
Ognuno di essi conosceva il nome del destinatario, la sua occupazione, e la zona in cui risiedeva, ma non l’indirizzo preciso.
Fu quindi chiesto a ciascuno dei partecipanti all’esperimento di mandare il proprio pacchetto a una persona da loro conosciuta, che a loro giudizio avesse il maggior numero di possibilità di conoscere il destinatario finale.
Quella persona avrebbe fatto lo stesso, e così via fino a che il pacchetto non venisse personalmente consegnato al destinatario finale.
I partecipanti si aspettavano che la catena includesse perlomeno un centinaio di intermediari, e invece ci vollero solo (in media) tra i cinque e i sette passaggi per far arrivare il pacchetto.
Le scoperte di Milgram furono quindi pubblicate in Psychology Today e da qui nacque l’espressione sei gradi di separazione. (fonte Wikipedia.it)
Lo studio, iniziato nel giugno 2006, parte dall’assunto che due persone siano “conoscenti” se si scambiano i comuni sms (messaggi di testo), poi analizza la lunghezza dei legami che occorrono per connettere 180 miliardi di diverse “coppie di utilizzatori” registrate nell’archivio Messenger, il sistema di messaggeria istantanea della Microsoft. Come risultato si ottiene che, per il 78% delle coppie di utenti, la media è di poco superiore ai famosi sei gradi di Milgram e che solo in alcuni casi i passaggi sono eccedenti.
“Ci risulta che questa sia la prima volta, a livello mondiale, che un social network riesca a convalidare la teoria dei sei gradi di separazione”, hanno fatto sapere i ricercatori. “E’ stato uno shock all’inizio. Quello che abbiamo ottenuto ci indica una connettività sociale costante”, ha aggiunto Eric Horvitz, il ricercatore Microsoft che ha guidato il progetto coadiuvato dal collaboratore Jure Leskovec.
Lo psicologo Milgram aveva dimostrato con un esperimento pratico che la “rete di connettività” tra individui, all’interno di una società, è piuttosto ristretta: creando una catena di lettere con un bersaglio disegnato, aveva calcolato che il numero ricorrente di passaggi prima che la lettera andasse a segno era incredibilmente piccolo, “sei” appunto.
(fonte: Virgilio Notizie)
-
Archivi
- Febbraio 2009 (15)
- Settembre 2008 (6)
- Agosto 2008 (34)
-
Categorie
-
RSS
Ingressi RSS
Commenti RSS